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Infeltrire è uno dei metodi più antichi e semplici per ottenere un tessuto. La sua zona
d’origine è l’Asia centrale, dove i popoli delle steppe usavano feltro per le loro tende,
per le selle dei cavalli, per stivali e copricapi, per tappeti e coperte. Antichi feltri
ritrovati risalgono al I sec.a.c. in tombe sciite sui monti Altai in Siberia, altri reperti sono stati rinvenuti in Novegia in Turchia.
I Greci importarono questa tecnica che appresero anche i Romani. Le loro tuniche
da combattimento, i loro stivali erano in feltro. Marco Polo descrive poi le usanze
tartare di portare copricapi in feltro e di tenere nelle abitazioni statuette infeltrite
dei loro dei.
Le zone dove l’arte del feltro non si è mai persa sono la Mongolia, la Turchia,
l’Ungheria, la Scandinavia, la Cina e il Giappone. Dagli anni ’70 in poi i paesi
occidentali si sono interessati a recuperare quest’arte.
Negli Stati Uniti sono nate diverse scuole, così come in Scandinavia e in Ungheria.
La materia prima utilizzata per creare oggetti in feltro è la lana, fibra ricavata
dal vello di pecora. La qualità, la finezza e l’arriciatura della lana dipendono
principalmente dalla razza della pecora. Le lane più pregiate utilizzabili per fare
feltro sono: merinos e bergschaf. Una rapida esemplice lavorazione del pelo della pecora,
trasforma le fibre di lana in un materiale leggero, molto resistente e versatile,
che può essere utilizzato per realizzare tappeti isolanti dal suolo o per abbigliamento
che protegga dal freddo, dall’acqua e dal sudore.
la fibra